La salvaguardia del patrimonio culturale nel diritto internazionale
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- Pubblicato 13 Aprile 2012
- Scritto da Adriano De Vita
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Scultor
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- Pubblicato 25 Febbraio 2012
- Scritto da Adriano De Vita
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Andera Da Tos, ha il suo studio in Campiello Barbaro (Dorsoduro 363) vicino alla Gugghenheim. http://www.andreadatos.it/index.html
Per anni è stato un appassionato restauratore di mobili antchi, ma i clienti disposti a spendere cifre, anche moderate, per un buon resturo di un mobile di valore non sono mai stati molti, e cos' Andrea ha deciso di dedicarsi a tempo pieno all'altra sua passione, la scultura.
Venezia sembra prestarsi bene a questo tipo di attività, ma non è così. Negli ultimi anni le chiusure di bottege artigiane di qualità sono aumentate in modo esponenziale per varie cause ma soprattutto degli aumenti spropositati dei canoni di affitto. Da una ricerca recente di Confartigianato risulta questo andamento:

Non si tratta qui di piangerci sopra in modo nostalgico e inconcludente. Quello che stupisce è la sostanziale indifferenza della città intera per la perdità di occasioni imprenditoriali, posti di lavoro, modalità produttive sofisticate e saperi che combinano manualità ed estetica. Venezia potrebbe essere un centro di attrazione, formazione e stimolo per artigiani di questo tipo provenienti da tutto il mondo. Una comunità patrimoniale si definisce anche per la sua capacità di valorizzare sè stessa o laciarsi disperdere senza muovere un dito....
Il sapere artigiano come patrimonio: Saverio Pastor
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- Pubblicato 18 Febbraio 2012
- Scritto da Adriano De Vita
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Il concetto di “patrimonio” comprende le attività sociali e produttive che si svolgono in un luogo e sono in grado di creare significati condivisi e rilevanti. L'artigianato di qualità contribuisce in modo notevole a questo e nulla è più “integrato” nel contesto veneziano delle attività che si svolgono attorno alla nautica tradizionale. Questa è la bottega di Saverio Pastor, remèr:
In realtà a Venezia le attività di pregio tendono ad essere espulse dal centro storico sempre più velocemente a causa di vari fattori legati alla monocultura turistica, (diminuzione dei residenti, aumenti spropositati degli affitti, ecc.). Non è un destino ineluttabile, ma il risultato di scelte politiche precise, che possono essere cambiate.
Links:
Il sito di saverio Pastor: http://www.forcole.com/it-saverio.htm
El Felze : http://www.elfelze.org/
Futuro Artigiano: http://www.futuroartigiano.it/
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Forte Marghera
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- Pubblicato 01 Febbraio 2012
- Scritto da Adriano De Vita
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Il luogo è ora in rovina, ma è ricco di fascino e storia e ospita una serie di inziative per mostre, laboratori, incontri, un piccolo museo delle imbarcazioni tradizionali e altro. Tutto "povero" e molto amatoriale, ma sono iniziative spontanee che danno un'idea di quallo che potrebbe diventare riuscendo a combinare le idee della popoloazione con un adeguato supporto delle amministrazioni locali. Tutto questo da anche un'idea precisa del concetto di "comunità patrimoniale". Segnaliamo due di queste proposte:
Il Fontego dei Tedeschi
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- Pubblicato 21 Gennaio 2012
- Scritto da Adriano De Vita
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Una storia "patrimoniale" quasi finita...
Qualche riflessione a seguito dell'incontro pubblico "il Fontego dei Tedeschi: dalla trattativa privata alla partecipazione attiva" organizzato dalla rete civica 40xVenezia con la partecipazione del sindaco e di vari assessori il 16 gennaio 2012

- il palazzo, a lato del ponte di Rialto, è stato per molti anni sede delle poste centrali;
- nel 2008 le Poste SpA lo vende al gruppo Benetton che intende utilizzarlo a scopi commerciali;
- Parte del palazzo è sottoposto a vincolo urbanistico per usi di “pubblica utilità”;
- I 40xVenezia pubblicano una proposta per l'utilizzo del palazzo, almeno in parte, come City Center;
- Nel dicembre 2012 il Comune di Venezia accetta di togliere quasi del tutto il vincolo in cambio di alcuni milioni di euro.
LA COSA PUBBLICA - il Fontego dei Tedeschi
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- Pubblicato 14 Gennaio 2012
- Scritto da Prosper
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- Comune di Venezia: sindaco Giorgio Orsoni, assessore Alessandro Maggioni, assessore Carla Rey, assessore Ezio Micelli
- consiglieri: Jacopo Molina, Camilla Seibezzi, Sebastiano Costalonga, Marta Locatelli
- associazione 40xVenezia: Marco Zordan, Vincenzo Casali
- coordinamento Iodecido: Tiziana Plebani
- Edizioni Property: Velantina Zanatta
- Studio OMA/Rem Koolhaas: Ippolito Pestellini Laparelli
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Incontro a Ca' Tron
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- Pubblicato 14 Gennaio 2012
- Scritto da Patrizia Vachino
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Vendesi venezia
mercoledì 18 gennaio 2012 dalle 17.30 fino a 23.30

Valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo sostenibile
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- Pubblicato 06 Gennaio 2012
- Scritto da Super User
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Pubblichiamo, nella sezione "materiali", un articolo di di Erminia Sciacchitano (Unità di Ricerca e Sperimentazione, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale . L'articolo è tratto dai documenti pubblicati dalla Direzione Generale al Forum PA 2011.
Networked learning e patrimonio
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- Pubblicato 05 Gennaio 2012
- Scritto da Adriano De Vita
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Leigh Blackall è una specialista Neozelandese in elearning, o meglio come dice lei stessa, in "ricerca, innovazione, insegnamento e politiche dei socialmedia, comunicazione online, apprendimento in rete (networked learning) ed educazione". Più o meno le stesse cose che faccio io in Italia anche se risultano incomprensibili alla maggior parte della popolazione, mio figlio compreso. Si tratta, in poche parole, di pensare e realizzare programmi di educazione (per giovani) e formazione degli adulti che si basano su un uso non banale del web.
Un uso banale consiste nel pensare che la rete serva per fare cose del tipo "leggi questo e fai il quiz", cosa che si può fare benissimo anche senza la rete. Non banale significa invece sfruttare a fondo la capacità del web di far comunicare le persone tra loro con facilità, attivandone le capacità pensiero ed azione collettivi. Non è semplice e infatti le nostre scuole sono molto lontane da questo e solo in rari casi si vede qualcosa del genere nelle aziende più sofisticate. Che cosa c'entra questo con la valorizzazione del patrimonio? C'entra perché in un post recente del suo blog personal-professionale, che è uno dei più stimati e seguiti al mondo su questi temi, ci suggerisce alcuni spunti interessanti:
- nei piccoli centri e nei quartieri delle grandi città esistono molti luoghi di passaggio per i visitatori ricchi storie e testimonianze che formano la memoria condivisa e la cultura "viva" del luogo. Ci sono indizi di questo, per esempio le vecchie foto appese sui muri di un bar, una targa commemorativa appesa su un muro, quattro chiacchere colte al volo dal vicino di tavolo al ristorante...
- Spesso esistono circoli, associazioni, comitati, piccole biblioteche, conventi, appassionati di storia locale, ecc... che conservano e producono documentazione di valore ma praticamente inaccessibile per il visitatore occasionale (e spesso anche per gli abitanti stessi del luogo);
- i musei, le biblioteche, le fondazioni sono quasi sempre molto più orientate alla conservazione degli archivi che alla loro diffusione; molto spesso le pubblicazioni vengono semplicemente seppellite in archivio e non sono accessibili via web;
(sto sforzandomi di ricordare che Leigh lavora tra Australia e Nuova Zelanda e non a casa nostra, dove invece... beh, no, uguale).
Alla fine Leigh si trastulla con una fantasia: e se trovassimo il modo di aiutare tutte queste persone appassionate (testimoni, anziani, studenti, ecc.) che operano isolate e in modo saltuario a non disperdere le loro risorse e a contribuire invece allo sviluppo di una cultura locale dei luoghi e delle persone che sia disponibile a tutti? E se i musei funzionasse come polo di sviluppo delle culture locali invece che come pura macchina acchiappa-turisti?
Fantasie, certo.
Basti pensare che la maggior parte delle popolazione, giovani compresi, non sa che Wikipedia è scritta da volontari ne che tutti possono contribuire (giuro che è vero, fate la prova chiedendo in giro). E poi si potrebbe mettere a disposizione le informazioni di buona qualità "dappertutto" attraverso i QRcode che permetterebbero al visitatore di costruirsi un proprio diario di viaggio a posteriori attraverso gli ormai diffusissimi palmari.
Questo vorrebbe anche dire avere l'occasione di diffondere tra la popolazione generica le ormai indispensabili competenze digitali "di cittadinanza" e di proporre alla scuole attività didattiche integrative molto efficaci nell'area delle capacità linguistica, che comprende ormai strutturalmente anche le abilità di espressione attraverso fotografie, filmati, siti web, reti sociali...
Fantasie, ripeto.
A proposito: Leigh Blackall il 23 dicembre scorso è stata licenziata dall'università in cui lavorava e ora sta andando ad abitare in un container adattato a casa provvisoria con tutta la famiglia. E ovviamente cerca lavoro, passate parola.
Australia e Nuova Zelanda: proprio come da noi.
Links:
Wikipedia and Tourist Information:
http://leighblackall.blogspot.com/2012/01/wikipedia-and-tourist-information.html
Packing up, moving on:
http://leighblackall.blogspot.com/2011/12/packing-up-moving-on.html
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Il concetto di memoria collettiva
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- Pubblicato 05 Dicembre 2011
- Scritto da walter
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E' noto che il concetto di memoria collettiva venne coniato negli anni Venti del Novecento da Maurice Halbwachs, per entrare poi, in anni a noi più vicini, nel cuore delle ricerche contemporanee sulla memoria. Il contenuto di questo concetto è il fenomeno evidente per cui una memoria individuale non riguarda in tutti i suoi aspetti esclusivamente l'individuo in questione, bensì è formata da molte altre memorie sociali in base alle abitudini della famiglia, regione geografica, professione, classe sociale, religione ecc.
Maurice Halbwachs nato a Reims l'11 marzo 1877 e morto a Buchenwald il 16 marzo 1945, è stato un filosofo e sociologo francese,
Formatosi, come del resto quasi tutti i sociologi francesi, alla scuola di Durkheim, ne perfeziona l’approccio ai fatti sociali. Per sintetizzare il suo pensiero, si potrebbe dire, che per Halbawacs, l’uomo "guarda" mentre la società "vede".
Due sono i concetti fondamentali da lui sviluppati: "quadro sociale" e "memoria sociale ".
Per "quadro sociale" Halbwachs intende il ricordo in sé, come insieme di dati che l’individuo può richiamare alla memoria, ma anche i punti di riferimenti collettivi esterni. Ad esempio il ricordo di una persona è sempre legato a un fatto o ad un evento e il nostro giudizio sulla persona e sull’evento è condizionato, se non determinato, da quello che è il giudizio sociale diffuso, da noi interiorizzato nel tempo.
Il "quadro sociale" è una forma di memoria sociale: il giudizio, che è dietro il ricordo individuale, cambia perciò nel tempo, seguendo il flusso dei giudizi sociali riconosciuti. Quel che era nero ieri, oggi può essere bianco.
Per "memoria sociale" Halbwachs intende l’insieme dei quadri sociali, così come si sviluppano nel tempo. La memoria collettiva è dunque collegata agli effetti sociali di un evento. E fino quando questi effetti perdurano difficilmente un gruppo sociale dimentica un certo evento.
Si tratta di un " prolugamento " della memoria sociale, che dipende anche dall’importanza sociale che viene data al ricordo collettivo. In questo senso la memoria collettiva individuale "guarda" mentre quella sociale "vede".
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Teatro Marinoni: i battenti si chiudono...
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- Pubblicato 01 Dicembre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Dall'incontro-festa al teatro Marinoni sono emerse con sempre maggiore chiarezza i due modelli culturali ormai delineati chiaramente, che si contrappongono: lo "sviluppo" continuo e la qualità della vita. Il primo ha dalla sua TUTTI i partiti... il secondo sta gradulamente conquistando terreno tra la popolazione ma non riece ancora a farsi ascoltare e neppure in fondo a farsi prendere sul serio. Ci vuole tempo per evere peso nel meccanismo della democrazia rappresentativa.
Gli occupanti del teatro rissumono le loro posizioni in sei semplci punti. Il primo è questo:
1. Chiediamo al Sindaco Orsoni, che ha appoggiato le ragioni dell'occupazione, di preservare il carattere pubblico del Teatro Marinoni, svincolando lo spazio dal preliminare di vendita che il 31 dicembre 2011 lo consegnerà, insieme a tutta l'area dell'ex Ospedale al Mare, alla Società Est Capital.
C' ancora una certa confusione tra "pubblico" e "comune" che non sono la stessa cosa, ma si può capiure perchè "comune" è un concetto che non fa parte della nostr cultura al punto da non essere neppure presente nel codice civile....
L'intero comunicato stampa si trova qui:
Il Teatro Marinoni
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- Pubblicato 25 Novembre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Al Lido di Venezia esisteva un ospedale costruto in riva al mare, con spiaggi privata, giardino e persino un magnifico teatro liberty. Si pensava allora (anni '60) che un posto accogliente facesse bene agli ammalati. Era vero, ma ora l'ospedale è chiuso e il teatro abbandonato al punto che gli abitanti stessi ne avevano dimenticato l'esistenza. Ora sta per essere abbattuto all'ennesimo mega-complesso turistico con il porto turristico più grande del mediterraneo, perfettamente inutile per gli abitanti...
Domani però siete tutti inviatati a questo:

E se prima volete vedere il posto....
La settimana della democrazia locale
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- Pubblicato 19 Novembre 2011
- Scritto da Patrizia Vachino
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Tratto dalla newsletter del Il Comitato delle regioni (CdR), l'assemblea politica che dà voce agli enti regionali e locali nell'elaborazione delle politiche e della legislazione dell'Unione europea.

Passeggiata Patrimoniale a Marghera
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- Pubblicato 17 Novembre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Un video girato in occasione delle Passeggiata Patrimoniale a Marghera del 25 settembre 2011
In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio Culturale, il giorno 25 settembre 2011 si è tenuta una passeggiata patrimoniale nella prima zona industriale di Marghera. L'itinerario è partito dalla chiesa dei Frari a Venezia, dove è sepolto Giuseppe Volpi, per poi raggiungere la Fincantieri e di lì proseguendo per via delle Industrie si è raccontata la storia delle realtà industrali della zona grazie ai testimoni sig. Paolo Catullo, sig. Silvano Quarti e il sig. Arnaldo de Rossi e al prezioso aiuto del sig. Sergio Barizza e della sig.ra Foscara Porchia. La passeggiata è stata promossa da: 40xVenezia, Impact srl, Iveser, Trekking Italia e dallo storico Sergio Barizza.
Io Decido: la democrazia partecipativa
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- Pubblicato 02 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Mario Santi ci racconta la storia di "Io Decido", la prima iniziativa veneziana in tema di democrazia partecipativa, a partire dalla prima assembla cittadina del dicembre 2010. Assemblera molto affollata, che ha visto la partecipazione anche delle massime autorità veneziane, ma che ha rivelato subito una sensibile difficoltà di dialogo con esse.
La democrazia partecipata consite nella volontà dei cittadini di partecipare in modo attivo, informato e continuo alla decisioni importanti per la vita della città, superando in questo modo la più abituale delega "in bianco" agli amministratori eletti.
Le consultazioni avvengono secondo procedure di ascolto attivo, organizzato con metodi precisi e collaudati, che garantiscono a tutti la possibilità di esprimere le proprie posizioni e di essere tenuti in considrrazione. In mando di un anno, nonostante le prevedibili difficoltà, sono state relizzate varie esperienze e le la dempcrezia partecipativa sta rapidamente diventando diventando un concetto e una pratica conosciuta, diffusa e sempre più efficace.
iodecido.blogspot.com/
Geografie di Genere
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- Pubblicato 02 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Tiziana Plebani ci presenta, con Pinella Trevisonno, gli scopi e le attività di Georgrafie di Genere, un gruppo di donne che lavora promuovere e valorizzare le pratiche di convivenza e riappropriazione degli spazi urbani per una reale democrazia partecipativa e anche per formulare orientamenti concreti da dare al Comune. A venezia oggi il problema non è soltanto difendere i luoghi, ma difendere gli abitanti, perchè la città è fatta della gente che ci vive e oggi Vnezia sta perdendo i suoi abitanti, esplusi dalla logica dei poteri forti economici che non tengono in considerazione la vivibilità dei luoghi.
Le scelte dell'IVESER
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- Pubblicato 01 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Il Fontego dei Tedeschi
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- Pubblicato 01 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Vincenzo Casali ripercorre la storia del Fontego dei Tedeschi, uno dei principali edifici storici di Venezia, vicino al Ponte di Rialto, e per molti anni sede delle Poste centrali. Dopo la sua vendita al grippo Benetton e di fronte alla prospettiva di una sua trasformazione nell'ennesimo megastore, la rete civica 40xVenezia ha avviato una serie di iniziative controproposte che ha - per il momento - fermato la trasformazione.
Le discussioni e gli incontri stimolati dal problema del Fontego hanno però funzionato anche da stimolo catalizzatore per un ripensamento più ampio sui rapporti tra pubblico e privato, sul depotenziamento della capacità di governo delle istituzioni cittadine, sulla possibilità di modelli di autogoverno più efficaci e molto altro.
Patrimonio e Comunità Patrimoniali
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- Pubblicato 01 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Pubblichiamo, uno alla volta i video degli interventi al convegno del Teatro Groggia del 23 settembre scorso. Nel loro insieme danno un'idea precisa di come la valorizzazine del patrimonio sia un tema traversale in grado di catalizzare e intrecciare tra loro le diverse iniziative cittadine accomunate dalla necessità di sviluppare la qualità della vita in forme che promuovano consapevolezza e capacità di autogoverno dei cittadini.
Cristina Gregorin introduce il concetto di "patrimonio" come luogo sociale nel quale si intrecciano storie e relazioni e si costruiscono modelli di significato condivisi, che fondano una comunità patrimoniale.
Le esperienze di Marsiglia
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- Pubblicato 01 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Il Consiglio d'Europa e la Convenzione di Faro
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- Pubblicato 01 Ottobre 2011
- Scritto da Adriano De Vita
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Alberto D'Alessandro è responsabile della nuova sede veneziana del Consiglio d'Europa; unica sede italiana del Consiglio, operativa dal settembre 2011 a San Marco. Il Consiglio ha promosso la nascita della Convenzione di Faro sul Patrimonio attualmente il processo di ratifica da parte dell'Italia è in fase molto avanzata.
Le collaboraziioni possibili tra il gruppo Faro-Venezia, la Commissione, il MInistro dei Beni Culturali e la altre strutture cittadine ed europee che si riconoscono nei principi della Convenzine sono molteplici, prima tra tutte la possibilità di organizzare una confrenza europea a Venezia su questo tema.

